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In questa sezione del sito trovate le novità più recenti del Gruppo FATRO.

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Politiche ambientali

FATRO attribuisce grande importanza alla tutela dell’ambiente, consapevole che il rispetto delle risorse naturali, costituisce un dovere verso le generazioni future e un elemento essenziale per garantire uno sviluppo sostenibile.Per questo motivo, l’azienda promuove uno sviluppo industriale attento all’ambiente in ogni fase - dalla ricerca allo sviluppo, fino alla produzione dei propri farmaci. CERTIFICAZIONE AMBIENTALE FATRO ha sviluppato un proprio Sistema di Gestione Ambientale che garantisce il rispetto delle norme vigenti e assicura il continuo miglioramento delle proprie perforrmance ambientali; nel 2010 il sistema ha ottenuto la Certificazione Ambientale ISO 14001.  IMPIANTO DI COGENERAZIONE FATRO ha installato, nello stabilimento di Ozzano Emilia (BO), un impianto di cogenerazione che consente di ridurre significativamente (di oltre 1000 tonnellate di CO2/anno) le emissioni di gas serra derivate dalle proprie necessità energetiche. IMPIANTO FOTOVOLTAICO  Gli impianti fotovoltaici installati negli stabilimenti FATRO, producono un risparmio annuo equivalente a oltre 100 tonnellate di CO2 emesse nell’atmosfera. PLASTICA AL MINIMO È il programma del Gruppo FATRO di  sostituzione, ove tecnicamente possibile, delle materie plastiche impiegate nei propri prodotti e processi con altri materiali più eco-compatibili CARTA RICICLATA O CERTIFICATA L’impegno del Gruppo FATRO nei confronti dell’Ambiente si concretizza anche nel progetto “Alberi di Carta” che prevede, per il packaging dei propri prodotti, l’impiego di carta riciclata o certificata in modo da ridurre al minimo l’impatto sul patrimonio forestale. RISPARMIO IDRICO FATRO è impegnata nella promozione dell’uso consapevole dell’acqua; a tal fine ha installato nei propri pozzi dei sistemi di monitoraggio del livello di falda; ha inoltre installato sistemi di recupero delle acque di raffeddamento che consentono una riduzione del 30% del prelievo da pozzo.

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FATRO ha acquisito la maggioranza di Günesli Aşı

L’espansione dell’attività produttiva e commerciale nelle varie parti del mondo è l’obiettivo di FATRO che vede sempre più apprezzati i suoi prodotti ovunque. In quest’ottica FATRO ha recentemente acquisito la maggioranza di Günesli Aşı, azienda turca attiva nell’importazione di prodotti farmaceutici veterinari. Questo investimento rappresenta per FATRO un passo significativo nel rafforzamento della presenza diretta nel mercato turco, dove era già attiva tramite canali distributivi, consolidando così la propria posizione in un’area geografica chiave per il Mediterraneo orientale. Oltre alla Turchia, fanno parte del Gruppo FATRO aziende del settore in Polonia, Repubblica Ceca, Grecia, Spagna, Uruguay, Argentina e India.

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Nuova edizione: fresca di stampa la Fatroagenda 2026

Anche quest’anno torna puntuale la Fatroagenda 2026, l’immancabile compagna di viaggio con i riferimenti utili della Veterinaria Italiana ed Europea. Più che una semplice agenda, è ormai diventata un vero e proprio simbolo di continuità, professionalità e appartenenza per chi lavora nel mondo veterinario. La prima edizione della Fatroagenda vide la luce nel lontano 1980: da allora, anno dopo anno, ha saputo conquistare sempre più spazio sulle scrivanie di veterinari e operatori del settore, diventando un punto di riferimento imprescindibile. Oggi, dopo oltre quarant’anni di storia, conserva intatto il suo valore e fascino, nonostante l’avvento dell’era digitale. Infatti è ancora richiestissima - un segno tangibile di quanto sia rimasto vivo il desiderio di sfogliare, annotare e consultare un oggetto che unisce tradizione, praticità e passione per la professione veterinaria. Per molti, non è soltanto un’agenda: è un pezzo di storia che ogni anno si rinnova, accompagnando la quotidianità di chi ha scelto di dedicare la propria vita alla cura e al benessere degli animali. Tradizione e innovazione si incontrano: la Fatroagenda è ora disponibile anche online, pronta ad accompagnare i professionisti della veterinaria in formato digitale. Per chi preferisce il digitale, la Fatroagenda è disponibile anche on-line. ACCEDI ALLA FATROAGENDA ON-LINESe hai dei suggerimenti per migliorare la Fatroagenda, ti chiediamo di compilare un semplice e veloce questionario, completamente anonimo. QUESTIONARIO FATROAGENDA

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Più benessere e meno antibiotici? Si può fare e conviene a tutti

Carlo Gazza, figlio di allevatori di vacche da latte, un inizio di carriera come veterinario buiatra e poi una lunga militanza nell’azienda Farmaceutica Fatro, arrivando alla carica attuale di vice-presidente di Fatro Italia e Presidente di Fatro Iberica, la zootecnia da latte la conosce sicuramente da tante sfaccettature: dell’allevatore, del veterinario, del dirigente di una importante casa farmaceutica. Essendo poi di Parma, parlare di zootecnia da latte e pensare in primis al Parmigiano Reggiano è quasi inevitabile. Un formaggio che, anche decenni fa, veniva fatto con un latte di stalle dove l’attenzione a tanti dettagli di qualità era già più alta che nel resto della produzione da latte. “Ero probabilmente ancora al Liceo – ricorda Carlo Gazza – ma ho ben presente le scene che si potevano vedere la talvolta la sera al bar. Erano appena partiti i primi piani del Consorzio per la qualità del latte destinato a Parmigiano Reggiano. Si cominciavano a premiare miglioramenti della qualità, ad esempio per carica batterica, cellule somatiche, caseificabilità. E non era difficile imbattersi in dispute tra allevatori sul perché l’uno aveva un’alta carica batterica e su come e perché, ad esempio, sbagliasse a lavare la mungitrice. Discussioni a non finire, che si facevano anche assai animate, quasi fossero dispute calcistiche”. Da allora è passato tanto tempo, ma il lavoro per il miglioramento del latte destinato a Parmigiano Reggiano non è mai finito, anzi, si è arricchito via via di nuovi elementi. Però l’episodio da lei descritto indica una propensione, una cultura del miglioramento continuo che è connaturata agli allevatori da Parmigiano Reggiano. Quanto è importante questa cultura, anche alla luce delle sfide più immediate per il settore? Direi che è molto importante. Il miglioramento passa ancora soprattutto da una crescita culturale, che porta di conseguenza a una crescita tecnica. Questo vale a livello di stalle e di allevatori, ma anche di veterinari: il mondo del Parmigiano Reggiano ha una sua tipicità, una sua unicità nella zootecnia da latte. Bisogna capire sempre meglio questo e capire che anche la tecnica di allevamento, le scelte strutturali, la gestione, la sanità degli animali vanno affrontate in maniera specifica per stalle da Parmigiano Reggiano. Ripeto, vale per gli allevatori, ma anche per i veterinari: lo sforzo deve essere quello di capire meglio cosa c’è dietro al problema quando esso si manifesta, per riuscire a prevenirlo prima di essere costretto a curarlo. Confesso che un mio sogno nel cassetto è un Master Fatro proprio per veterinari da Parmigiano Reggiano. Anche perché i tempi del farmaco – e in particolare dell’antibiotico – che rimedia ad eventuali errori in qualche fase dell’allevamento sono finiti. Stiamo entrando, a questo riguardo, in un vero e proprio cambio di paradigma. Se poi ci mettiamo l’imperativo del benessere animale lo scenario dell’allevamento cambierà radicalmente. Poi parleremo di questo. Ma prima vorrei chiederle come tutto questo ha un impatto su una grande azienda farmaceutica, che – ovviamente – fa anche della vendita di farmaci una questione di business. Naturalmente non posso che parlare per conto di Fatro. Ebbene, per noi quello che oggi si sta materializzando, con la spinta a consumare meno antibiotici e a migliorare fortemente il benessere animale, non è certo una rivoluzione, ma la naturale conseguenza di un cambio di prospettiva industriale iniziato fin dai tempi della crisi della vacca pazza. Fu la prima scossa grave al sistema zootecnico per come era andato definendosi fino ad allora, verso la sempre maggiore intensivizzazione. Allora decidemmo di dare una svolta alla nostra attività puntando su un modello più in linea con le esigenze di benessere degli animali e sul consapevole uso del farmaco, lavorando anche per comunicare meglio questo approccio. Ora questo cambio di scenario non ci trova impreparati, tutt’altro. Qualche esempio? Per stare sulle iniziative più recenti, abbiamo creato da alcuni anni proprio una Linea Benessere che riguarda – ovviamente – il curare gli animali al meglio, perché il benessere è in primo luogo curare un animale malato. Ma nello specifico l’obiettivo è anche quello di rendere meno dolorose certe pratiche. Ad esempio, per la decornazione del vitello abbiamo un programma che prevede l’utilizzo di un anestetico al momento della decornazione e in contemporanea di un antidolorifico che permette al vitello di stare molto meglio e di non subire traumi. Se passiamo al tema della riduzione del consumo di antibiotici, da un paio d’anni offriamo come servizio un test rapido da campo per individuare tempestivamente i microrganismi coinvolti in una mastite. Nel giro di 10-12 ore, quindi nel tempo che precede la mungitura successiva al prelievo, il veterinario può vedere se si tratta di batteri trattabili con antibiotico efficacemente, o batteri per i quali il trattamento antibiotico sarebbe inutile e che potrebbero guarire anche senza con un semplice antinfiammatorio. O, ancora, mastiti che sembrano di origine batterica, ma non lo sono. Ebbene, abbiamo visto che, se le cose sono fatte bene, è possibile con questo approccio ridurre dal 50 al 70% l’uso di antibiotico nel trattamento delle mastiti. Attenzione però: quando si parla di consumo di antibiotico è importante mettere l’allevamento da latte nella giusta posizione, quanto a numeri e consumi. Con un consumo di poco meno di 700 tonnellate di antibiotici in campo animale in Italia,– l’allevamento della vacca da latte a ciclo completo, considerando cioè anche le rimonte e la vitellaia – “vale” solo 14 tonnellate, quindi circa il 2% degli antibiotici utilizzati in tutti gli animali italiani in un anno. E, probabilmente, gli allevamenti da Parmigiano Reggiano utilizzano ancora meno antibiotici.  Ciò, ovviamente, non toglie nulla al fatto che si debba lavorare per avere mandrie ancora più sane e resistenti. E qui emerge il collegamento chiarissimo con il benessere animale. Direi che il legame è tanto stretto che ha senso parlare di riduzione del consumo di antibiotico solo in associazione al benessere animale. Restiamo allora su questo binomio: benessere animale e riduzione del consumo di antibiotico. Prima si accennava alla questione culturale, alla necessità di guardare l’allevamento in ogni suo passaggio per capire in anticipo la possibile causa di un problema. A suo avviso quali sono le criticità maggiori? Lavorare sul benessere animale porta a vantaggi che si vedono a tutti i livelli, in primis sulla sanità delle bovine. Ad esempio dare più spazio agli animali nella stalla, riducendo le densità, porta a miglioramenti generali importanti. Si devono ridurre le zoppie e migliorare i dati di permanenza in stalla delle vacche. Sottolineerei anche una maggiore attenzione alla biosicurezza, un argomento che non vedo ancora considerato con grande attenzione. L’isolamento e la recinzione delle stalle o la difesa, nei limiti del possibile, dagli ingressi degli uccelli sono temi critici per la sanità degli animali. Altro punto importante è la qualità dell’acqua di abbeverata: la vacche bevono tantissimo e la qualità dell’acqua è fondamentale. Come vede il passaggio all’asciutta selettiva? Sicuramente è una grande sfida, a cui non ci si può sottrarre dato che è prevista da un Regolamento europeo ormai entrato in vigore. Personalmente sono ottimista sui risultati che avremo, anche se certamente è una pratica da affrontare con i passi giusti, senza buttarsi a capofitto, per non avere poi un picco nei casi di mastite e quindi di necessità di utilizzare antibiotici per la loro cura, il che sarebbe un controsenso rispetto agli obiettivi. Credo serva un addestramento specifico per i veterinari per capire meglio quali animali destinare al trattamento e quali no e anche per gli allevatori, perché anche la gestione della stalla va rivista e, in certi casi, migliorata. Una curiosità: come Fatro, abbiamo abbinato al nostro sigillante un QR code che spiega in cinque lingue – quelle maggiormente in uso nel personale di stalla – le modalità ottimali da seguire per la sua applicazione. C’è sempre una strettoia finale quando si parla di allevamento e alla quale non sfugge nemmeno quello da latte: la comunicazione al consumatore finale di quel che si fa. Eppure di cose buone ce ne sono tante, molte di più di quanto la gente comune pensi. Da uomo anche di marketing, quale è la sua visione sul settore e sui passi, anche più recenti, fatti in questo senso dal Consorzio del Parmigiano Reggiano? Cominciamo da qualche dato recente, emerso da una ricerca commissionata da Aisa (l’Associazione delle industrie che si occupano di sanità animale) riguardo alle scelte del consumatore. Ebbene, abbiamo visto che il 71% del campione percepisce i prodotti Made in Italy come prodotti di qualità e 2 intervistati su 3 sarebbero disposti a pagare anche di più se ci fossero informazioni sicure sul benessere animale. Quindi c’è una questione di valore del prodotto italiano riconosciuta, ma anche la sottolineatura che il benessere animale non è abbastanza bene comunicato al consumatore. Questo ovviamente ha una rilevanza ancora maggiore per un prodotto “speciality” come il Parmigiano Reggiano. Il marchio è talmente noto e già collegato a qualità ed eccellenza di prodotto che non avrebbe senso investirci sopra per ribadirlo. Per questo il piano della comunicazione si deve spostare sulle modalità di produzione, ossia su come si arriva a produrre una forma di Parmigiano Reggiano, su come si allevano gli animali, sul benessere in stalla, sul basso consumo di antibiotici, sul suo essere tutt’uno con un territorio unico, come le Langhe o il Chianti per il vino. Per questo ritengo che le recenti iniziative del Consorzio abbiamo colto esattamente nel segno, andando esattamente in questa direzione. E sul Bando Benessere c’è una originalità unica in tanti sensi, ma una in particolare che mi piace sottolineare. Comunicare che si sta lavorando per alzare sempre di più il benessere animale nelle stalle e ridurre il consumo di antibiotici, premiando chi progredisce, è un fatto di trasparenza importante. Significa essere chiari, dire: siamo a buon punto, ma lavoriamo e lavoreremo per essere ancora meglio. È una questione etica importante. Anche l’etica di produzione diventerà un ingrediente? C’è un valore etico della produzione, in tutta la sua filiera, fatto di rispetto per l’ambiente, di benessere animale, di basso consumo di farmaci, di sostenibilità, di legame con il territorio, di rispetto sociale che il consumatore considererà con sempre maggiore attenzione, soprattutto per prodotti di alta fascia. Quindi la risposta alla domanda è sì. Già lo è, e lo sarà ancora di più in futuro.Tratto da Alleva Web Parmigiano Reggianohttps://allevaweb.it/piu-benessere-e-meno-antibiotici-si-puo-fare-e-conviene-a-tutti/

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Acquisition of Quadrel

IHS Markit | Animal Health Weekly Briefing FATRO emphasizes growth in companion animal market with acquisition of Quadrel 16 November 2022  Italy's FATRO has purchased a drug candidate for trypanosomatidic infections. The company has acquired Quadrel - a collection of scientists from several European countries that were based in Modena. Quadrel owns intellectual property and patents for QL-A02 - a candidate that is part of the 7th European Framework Program. This initiative provided €7.6 million ($7.6 million) investment to 13 research centers that specialize in the field of neglected tropical diseases. Fatro said research has shown QL-A02's very high leishmanicidal activity in mice, hamsters and dogs. A pilot study in dogs "demonstrated the high efficacy over time and reduced toxicity of QL-A02 when compared with drugs currently in use". Financials terms of the acquisition were not disclosed. Fatro said the deal plays into its One Health approach by helping it focus on developing treatments for zoonotic diseases that are transmissible from animals to humans, such as leishmaniasis. Bologna-based FATRO said its medium-term goal is "to complete the development and registration of a formulation for the treatment of canine leishmaniasis and, in the longer term through partnerships, the development and registration of a product for the treatment of leishmaniasis in humans". FATRO told S&P Global Animal Health the next step for QL-A02 is the completion of studies that will enable a registration dossier to be prepared and to work towards industrial production of the drug. The firm estimates the product will be ready for European approval in "just over two years". Increased focus on pet market The addition of QL-A02 helps boost FATRO's pipeline for the pet sector. The company has built its business around the food-producing animal market but is now engaging more in the companion animal sector - securing double-digit growth in this segment in each of the past five years. FATRO's flagship product for companion animals is Afilaria SR, which is for the prevention of filariasis through a single annual injection by chrono-programed moxidectin delivery via a microsphere technology that is patented by FATRO. The business claimed Afilaria SR has already achieved a leading position in Italy and Spain, and "is growing rapidly not only in other Mediterranean countries where the disease is widespread but also in other European countries where prevention is not yet so widespread". FATRO said Afilaria SR will soon be available in major non-European markets. FATRO - celebrating its 75th anniversary this year- markets its products in over 90 countries via its subsidiaries (Spain, Greece, Poland, Czechia, Argentina, Uruguay and India) and indirectly through distributors. Its portfolio spans pharmaceuticals, vaccines, feed additives and medicated premixes. FATRO is the largest animal health business based in Italy and has estimated turnover of around €200 million ($208 million).Confidential. © 2022 IHS Markit®. All rights reserved.21 November 2022pages 11-12

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I Webinar del Giovedì

“i Webinar del Giovedì” è il format digitale del Gruppo FATRO, rivolto ai medici veterinari del settore livestock; nasce con la volontà di proporre argomenti che rientrano nella professione quotidiana in modo pratico e concreto presentati da opinion leader del settore. I principali argomenti trattati e in programma nei prossimi mesi saranno: - Il trattamento selettivo della mastite clinica bovina- I protocolli di sincronizzazione di estro ed ovulazione della bovina- L’asciutta selettiva- La diagnosi e il trattamento delle malattie metaboliche individuali e di mandria- Il benessere suino: uso di anestetico e FANS nella castrazione dei suinetti- L’uso razionale dell’antibiotico e i protocolli terapeutici nelle principali patologie del bovino- Benessere Animale e Biosicurezza   VAI ALLA PAGINA

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Violenza contro le donne

25 Novembre 2025 - Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donneFATRO da diversi anni promuove nei propri stabilimenti iniziative di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Gigantografie e installazioni fanno da cornice a un percorso di riflessione collettiva su questo drammatico e persistente fenomeno sociale. Nei giardini dell’azienda è inoltre collocata una suggestiva scultura realizzata dall’artista Giuliano Melioli: dieci paia di scarpette rosse adagiate su uno specchio infranto, poggiato su una grande pietra. Le scarpe, interamente modellate a mano in ceramica smaltata di un rosso intenso, si riflettono nello specchio con il cielo come sfondo, ma al contempo restano ancorate alla pietra, quasi prigioniere, sospese simbolicamente fra il cielo e la terra. Dietro ogni scarpa si cela una storia: alcune raccontano sogni, creatività, bellezza e passione; altre, invece, parlano di abbandono, violenza e assenza - storie di chi non c’è più. L’opera trae ispirazione dal lavoro dell’artista messicana Elina Chauvet, che per prima utilizzò le scarpe rosse come potente simbolo contro il femminicidio. Da allora, quel segno visivo è divenuto un emblema universale della lotta e della protesta contro la violenza sulle donne, con rappresentazioni innumerevoli in tutto il mondo. La violenza e l’abuso restano il riflesso di una società che, ancora oggi, fatica a opporsi con determinazione a ogni ingiustizia compiuta contro le donne.

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L’allevamento della razza bovina piemontese

Pubblichiamo con piacere sul nostro sito il manuale sull’Allevamento della Razza Bovina Piemontese, una delle razze italiane più apprezzate al mondo. Il Manuale del Dott. Massimiliano Elli è uno strumento rigoroso sul piano tecnico scientifico e agevole nella consultazione. L'autore è uno dei maggiori esperti di questa razza a livello nazionale. Ha scritto inoltre l’apprezzatissimo “Manuale FATRO di Riproduzione Bovina”.SCARICA IL PDF

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La Storia di FATRO

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I giovani e lo sport

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