Casa delle donne

  • Percorsi di uscita dalla violenza domestica per madri e bambini
La FONDAZIONE CORRADO E BRUNO MARIA ZAINI sostiene il progetto "Piccoli ospiti" della CASA DELLE DONNE per non subire violenza ONLUS



PROGETTO “PICCOLI OSPITI”
Percorsi di uscita dalla violenza domestica per madri e bambini
L’Associazione
La Casa delle Donne per non subire violenza - ONLUS è un’associazione che ha come propria finalità il rendere visibile il maltrattamento e la violenza contro le donne e i minori dentro e fuori la famiglia e dare sostegno concreto alle donne e ai loro figli che si trovano in difficoltà.
E’ attiva dal 1990 sul territorio di Bologna e provincia e lavora in convenzione con il Comune di Bologna e 43 Comuni della Provincia di Bologna. Dal 2001 l’Associazione è iscritta all’albo delle ONLUS. La continuità e la qualità del servizio offerto durante più di venti anni di lavoro sul campo la pongono a pieno titolo tra i soggetti operanti nel settore dell’economia sociale come dimostra anche la sua natura giuridica.
La Casa delle Donne per non subire violenza - ONLUS offre un servizio di sostegno e accoglienza competente e qualificato alle donne e alle/ai loro figlie/i che si rivolgono ad essa per motivi di maltrattamenti, violenze sessuali e prostituzione coatta.

Metodologia dell’intervento
Il servizio di sostegno e accoglienza alle donne che hanno subito violenza, si colloca nell’ambito degli interventi di prevenzione volti a contrastare la violenza sulle donne e, in particolar modo, il maltrattamento all’interno della famiglia che vede coinvolte oltre alle donne, anche i figli e le figlie spesso fortemente colpiti da una situazione familiare pregiudizievole.
Il lavoro di accoglienza alle donne con figli/e ha evidenziato come maltrattamenti fisici e violenze sessuali sui minori siano un fenomeno ampiamente ricorrente. La violenza fisica, sessuale e psicologica che viene esercitata sulle donne viene spesso rivolta anche alle/ai figlie/i e anche se ciò non avviene essi ne sono spesso i testimoni.
Gli obiettivi del servizio vengono perseguiti attraverso le seguenti attività:
- informazione, consulenza, sostegno e accoglienza delle donne e ai/alle loro figli/e che hanno subìto violenza con relativo progetto individualizzato;
- possibilità di fornire ospitalità temporanea a donne con o senza figli che hanno subito violenza, loro avvio alla casa rifugio e la costruzione/gestione insieme a loro del progetto personalizzato di autonomia;
- lavoro di rete relativamente agli interventi di aiuto di cui sopra con le istituzioni, i diversi servizi sociosanitari della città, con le forze dell’ordine e con le varie associazioni di volontariato e del privato sociale;
- attività di sensibilizzazione e di informazione sul fenomeno della violenza alle donne e ai/alle minori rivolta alla cittadinanza sulle opportunità offerte dal servizio e sulle modalità di accesso.
A chi si rivolge:
- a donne che hanno subito violenza;
- ai figli e le figlie minori delle donne accolte e ospitate;
- risultano destinatari secondari la cittadinanza e gli operatori dei servizi alla quale sono rivolte le iniziative di promozione, prevenzione e sensibilizzazione e formazione.

Le modalità di fruizione del Servizio
Il colloquio telefonico. Generalmente il primo colloquio è telefonico. Attraverso il counseling telefonico l'operatrice può affrontare l'immediatezza della situazione e proporre un colloquio personale.
Il colloquio personale. Il colloquio viene proposto alla donna come uno spazio privilegiato in cui poter esprimere vissuti, raccontare l'esperienza e vedere insieme quale percorso intraprendere per uscire dalla violenza. Individuati insieme i problemi da affrontare e stimate l'entità e la qualità delle risorse disponibili, si stabilisce con la donna una serie di obiettivi concretamente realizzabili, in un progetto con tempi e compiti il più possibile definiti. All'interno di questo progetto l'operatrice sostiene la donna nella sua attività di contatto con i servizi, la polizia, le avvocate, ecc. fornendo informazioni, fungendo da collegamento e vincolandosi ad operare con il suo consenso mediazioni per lei vantaggiose.

Il servizio di accoglienza
L’attività di supporto e accoglienza è intesa come la capacità del servizio di offrire alla donna e chi si rivolge al servizio, ascolto attivo, protezione e sostegno in un percorso di uscita dalla violenza. L’attività di accoglienza implica la definizione di un obiettivo generale comune a tutte le situazioni che si presentano: supportare la donna perché non subisca più violenza, e un obiettivo specifico per ogni singola situazione, quindi, la definizione di un progetto individuale.
Il progetto individuale di uscita dalla violenza nasce all’interno della relazione di accoglienza tra l’operatrice e la donna e si basa su alcuni criteri di base quali: la valorizzazione delle risorse personali e l’attivazione delle opportunità offerte dal contesto sociale e territoriale.

L’accoglienza nelle case rifugio
L’Associazione gestisce quattro appartamenti che vengono utilizzati per l’accoglienza di donne con o senza figli che necessitano di uscire da una situazione di violenza e hanno bisogno di un luogo sicuro dove alloggiare. Per l'ospitalità vengono utilizzati appartamenti ad indirizzo segreto, dove sono accolte donne in situazione di grave difficoltà e emergenza, sole o insieme ai loro bambini.
I/le bambini/e ospiti si trovano, durante l’ospitalità in un contesto protetto rispetto alla situazione di disagio o di violenza vissuta precedentemente, ma contemporaneamente devono affrontare improvvisi cambiamenti dell’assetto familiare e relazionale; sono costretti a lasciare la casa e le persone con cui hanno vissuto, cambiare abitudini, spesso a cambiare la scuola o l’asilo.

Il lavoro con le/i minori
Il Gruppo sulla violenza ai minori è nato all’interno dell’Associazione nel 1997. In questi anni ha svolto diverse iniziative tra autoformazione, accoglienza, formazione. E’ in rete con altri centri italiani specializzati in questo ambito ed è iscritto al CISMAI – Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia www.cismai.org. È composto da figure professionali esperte quali psicologhe, psicoterapeute, educatrici ed avvocate.
Il lavoro di accoglienza alle donne con figli/e ha evidenziato come maltrattamenti fisici e violenze sessuali sui minori siano un fenomeno ampiamente ricorrente. La violenza fisica, sessuale e psicologica che viene esercitata sulle donne viene spesso rivolta anche ai/alle figli/e, e anche se ciò non avviene, essi/e ne sono spesso i testimoni.
Per questo l’associazione dal 1999 ha allargato il proprio campo di intervento proponendosi come centro e servizio che si occupa della violenza verso i bambini, le bambine e gli adolescenti, proponendo un approccio mirato e metodi specifici.
I differenti progetti attivati hanno portato, negli anni, a sviluppare una metodologia di intervento specialistica che fa riferimento alle linee guida internazionali e nazionali (studiate e promosse dal CISMAI) e le integra con la metodologia propria dei centri antiviolenza. Il nostro approccio infatti prevede una stretta integrazione ed una costante collaborazione con gli altri settori di intervento della Associazione in particolare il Servizio rivolto alle donne che subiscono violenza e con le Case rifugio che accolgono donne con o senza figli.
L’obiettivo generale è quello di far emergere il fenomeno del maltrattamento e della violenza sessuale subita da bambini/e e adolescenti e offrire percorsi di sostegno ed aiuto.
La nostra finalità consiste nel ridurre i rischi attuali e futuri di tipo post-traumatico, prevenire il rischio sociale, relazionale ed educativo attraverso strumenti di accoglienza, sostegno, formazione e informazione.
Il servizio prevede:
- colloqui di prima consulenza e analisi della domanda con: madri di bambini/e vittime e/o testimoni di violenza; adolescenti che subiscono violenza.
- percorsi personalizzati che possono prevedere: colloqui di sostegno alla genitorialità rivolti alla madri; colloqui di osservazione e/o diagnostici con i/le minori; colloqui di sostegno o psicoterapie rivolti adolescenti e bambini/e; - ospitalità della coppia madre-bambino/a;colloqui con genitori di figlie adolescenti che subiscono violenza dal fidanzato;
- percorsi di psicoterapia per giovani donne che hanno subito abuso sessuale nell’infanzia;
- interventi rivolti ai contesti educativi: vengono effettuate consulenze e formazioni ad insegnanti ed educatori/trici riguardo il tema del maltrattamento e della violenza verso minori.
Il servizio lavora in rete con le istituzioni e i servizi che sul territorio si occupano di minori, quali Servizi sociali, Aziende USL, Procura Minori, Procura Ordinaria, Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario, Servizi Scolastici, Forze dell’Ordine.

Il Progetto
Il progetto “Piccoli ospiti” è rivolto ai bambini, alle bambine e agli adolescenti che insieme alle loro madri si rivolgono all’Associazione Casa delle donne per non subire violenza.
L’idea è di offrire sia alle donne accolte, sia alle donne e ai bambini ospiti presso le case rifugio e di accoglienza l’opportunità di usufruire di percorsi di sostegno educativo.
Le strutture di ospitalità gestite dall’associazione prevedono l’ospitalità di madri e figli/e in situazioni di violenza e di disagio sociale. In un anno vengono ospitati circa 50 bambini insieme con le loro madri.
Sulla base dell’esperienza maturata negli anni di attività della Casa delle Donne, si è constatato quanto sia fondamentale e importante per i/le minori e le loro madri, rispetto alla complessità della situazione da cui proviene e ai cambiamenti che si trovano a vivere, poter avere l’occasione di sperimentare esperienze relazionali positive che favoriscano l’espressività dei propri stati emotivi.
L’intervento con le donne vittime di violenza è generalmente molto complesso ed articolato e richiede l’intervento di differenti professionalità. Quando queste donne sono anche madri è necessario considerare il danno che la violenza e il grave disagio possono provocare alle capacità relazionali e di cura di cui i bambini e le bambine hanno necessità nel loro percorso di crescita.
La violenza domestica provoca traumi sia alle donne che la subiscono sia ai/alle loro figli/e che la vivono in ambito familiare. È solo riconoscendo il trauma provocato dalla violenza sulla donna e sui/le figli/e che noi possiamo pensare e progettare degli interventi efficaci di riparazione ed aiuto.
Nel momento in cui madri e bambini/e si trovano al di fuori del contesto violento, in situazione di protezione, hanno bisogno di essere sostenuti ed aiutati a superare i danni subiti a livello emotivo, psicologico e relazionale.
Vivere situazioni di violenza, porta le donne ad avere difficoltà a ritagliarsi uno spazio di riflessione relativo al proprio ruolo di madre, al legame con il/la proprio/a figlio/a, alle necessità e ai bisogni che i/le bambini/e manifestano, ai significati e alle risposte da dare rispetto a ciò che sta succedendo nella loro vita.
Il seguente progetto ha l’obiettivo di fornire percorsi d’aiuto e sostegno alle donne e ai/alle loro figli e figlie che si trovano in percorsi di uscita dalla violenza.
Attraverso la realizzazione d’interventi individuali e di gruppo si vuole fornire un sostegno mirato alle mamme nella quotidianità e un supporto psico-educativo ai/alle minori.
Il sostegno alla madre permette a questa di riappropriarsi delle proprie potenzialità e competenze genitoriali che sono state danneggiate dalla violenza. Questo ha un effetto sul legame di protezione e di cura con il proprio figlio/a e fornisce al bambino e alla bambina di potere essere seguiti con modalità adeguate e rispondenti ai loro bisogni di crescita.
Il sostegno psico-educativo ai/alle minori è mirato a intervenire sulle conseguenze emotive, affettive e relazionali danneggiate dalla violenza vissuta in ambito familiare.

Obiettivi del progetto
Il progetto “Piccoli ospiti” è stato pensato con l’obiettivo di costruire spazi e momenti di condivisione e confronto sulle difficoltà vissute dai bambini e dalle loro madri a causa dei difficili contesti familiari da cui provengono.
L’idea è quella di offrire delle attività strutturate e contenitive dove sia possibile, attraverso la libera espressione, il riconoscimento e la manifestazione dei propri vissuti emotivi e dei propri bisogni.

Destinatari
Il progetto “Piccoli ospiti” è rivolto a tutti i/le minori e alle loro madri che si rivolgono all’associazione e ospiti nelle strutture gestite dall’Associazione. In un anno di attività in queste strutture vengono ospitati in media 30 bambini/e e adolescenti e 50 donne con figli/e.

Metodologia di realizzazione
Azione 1: sostegno educativo ai minori ospiti nelle case e supporto alla relazione madre-bambino
All’interno delle case rifugio l’educatrice ha il compito di:
- fornire un punto di riferimento ai/alle minori ospiti; supportare i minori nell’inserimento nel nuovo contesto che si trovano ad affrontare (sia quello della casa che condividono con altre donne e minori, sia quello conseguente al trasferimento in un nuovo quartiere o città);
- fornire un sostegno alla relazione madre-figlio/a, al fine di supportarli in questo periodo di uscita dalla violenza;
- aiutare la/il bambina/o ad elaborare delle modalità relazionali diverse da quelle violente introiettate e modificare l'idea di relazione fra i sessi basata sulla sopraffazione;
- facilitare ai minori e alla loro madre la conoscenza e l’utilizzo delle risorse presenti sul territorio rivolte ai minorenni, dall’inserimento scolastico alle attività ludiche;
- agevolare la convivenza tra i minori ospiti e rendere l’ambiente delle case rifugio idoneo alle esigenze dei più piccoli.
In particolare la metodologia dell’intervento educativo rivolto ai minori ospiti della casa sarà:
Al momento dell’ingresso nelle case rifugio ad ogni donna con figli/e viene presentata l’educatrice al fine di illustrare l’intervento che verrà effettuato all’interno delle strutture protette dalla operatrice/educatrice dei minori e fornire l’informazione della possibilità di un sostegno psicologico alla genitorialità per la donna e/o un sostegno psicologico per i/le bambini/e ed adolescenti.
L’educatrice durante la prima settimana di permanenza della donna e dei suoi figli/e realizzerà un’osservazione delle dinamiche relazionali madre-figlio/a e dei comportamenti manifestati dei bambini/e all’interno dell’appartamento protetto. Tale osservazione verrà annotata nella scheda appositamente predisposta per ogni minore ospitato e sarà la base per l’attivazione di un intervento mirato alle esigenze di ogni singolo minore ospite.
Settimanalmente verrà effettuata una riunione d’equipe a cui parteciperanno la coordinatrice del progetto l’educatrice, l’operatrice, le volontarie e le tirocinanti che si occupano dei minori all’interno delle case rifugio.

Azione 2: baby-sitter all’interno delle case rifugio
Le donne vittime di violenza da partner nelle relazioni d’intimità spesso sono costrette, per proteggersi, ad allontanarsi da casa insieme ai loro figli e a chiedere ospitalità presso le nostre case ad indirizzo segreto. Le donne ed i bambini si trovano all’improvviso sradicati dai loro contesti sociali, familiari, lavorativi e scolastici abituali e si trovano costretti a ricostruirsi una vita in un nuovo contesto. Spesso, per problemi di sicurezza, le donne sono costrette ad assentarsi per lunghi periodi dal lavoro, con il rischio di perdere il lavoro stesso. In altri casi è proprio durante l’ospitalità nelle nostre case rifugio che si avvicinano per la prima volta al mondo del lavoro in quanto precedentemente non era stato loro permesso dai partner.
Queste esigenze legittime e necessarie delle donne si devono conciliare con le esigenze ed i bisogni dei loro figli, che spesso, sempre per una necessità di protezione, devono assentarsi da scuola o cambiare scuola, o se infanti non sempre riescono ad essere inseriti in tempi brevi in un contesto educativo (asili nido, scuole materne…) e che quindi si trovano ad essere quotidianamente con la madre.
Il servizio prevederà la presenza presso tali abitazioni di operatori dedicati competenti in fasce orarie giornaliere definite sulla base delle esigenze espresse dalle donne ospitate e favoriranno in questo modo il reinserimento lavorativo delle donne sul territorio.

Azione3: coordinamento e supervisione
Tutte le attività verranno coordinate e supervisionate dalla responsabile del progetto con incontri settimanali a seconda delle necessità.

2.4 Risorse umane della Casa delle donne
Una educatrice formata sulle tematiche della violenza ai minori.
Una baby-sitter formata sulle tematiche della violenza ai minori che opererà all’interno della casa rifugio con i minori ospitati in base alle esigenze espresse dalle donne, per facilitarle nella ricerca e mantenimento del lavoro.
Una psicologa-psicoterapeuta che svolgerà le funzioni di:
- coordinatrice del progetto;
- supervisione delle attività svolte dall’educatrice e della baby-sitter all’interno della casa rifugio.


Responsabile del progetto:
Dott.ssa Carboni Silvia (Psicologa, Psicoterapeuta)





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